Come molti di voi ormai sapranno, mi diverto spesso a fare un gioco: prendere l’applicazione del momento e provare ad immaginare se ci siano degli utilizzi didattici, anche se gli sviluppatori che l’hanno creata non ci avevano minimamente pensato (vi ricordate il mio post su Instagram?). Quando un po’ di giorni fa, Periscope e Meerkat sono salite agli onori della cronaca, mi sono detto che era proprio l’ora di rispolverare questo bel gioco, ed eccomi qua con una bella notizia: sì, ci sono degli utilizzi didattici per queste due app. Procediamo però per gradi e capiamo insieme di cosa si tratta.

periscope vs meerkat

Periscope e Meerkat sono due app molto simili e, in pratica, fanno la stessa cosa: permettono ai loro utenti di girare dei video e di trasmetterli in tempo reale su Twitter. Si tratta di livestreaming, quindi. Ovviamente, essendoci persone che trasmettono, ci sono anche degli spettatori, i quali possono passare da un video all’altro grazie all’applicazione ed interagire in tempo reale con le persone che stanno filmando qualcosa grazie al loro smartphone. Sono indubbiamente degli strumenti molto potenti, che hanno attirato subito l’attenzione anche di personaggi famosi ed artisti, oltre che emeriti sconosciuti desiderosi di condividere con il mondo intero attimi di vita quotidiana.

L’obiettivo dei creatori di Periscope infatti era proprio questo: scoprire il mondo con gli occhi di qualcun altro; creare la cosa più vicina che ci potesse essere al teletrasporto. E ci sono riusciti! Basta un tap e si passa dall’Italia agli Stati Uniti; dalla sfilata di moda, alla partita di calcio; dal mare, all’alta montagna; dal discorso di un noto scienziato, ai discorsi senza senso fatti da un signor Nessuno.

Dopo qualche giorno di utilizzo ho fatto la mia scelta ed ho optato Periscopesebbene ci siano veramente pochissime differenze a separarle. Tuttavia, se siete dei possessori di smartphone Android, almeno per il momento, sarete obbligati a provare Meerkat (il cui rilascio su Google Play Store è molto vicino); almeno finché Periscope non rilascerà la propria versione per il robottino verde.

Periscope_per_iPhone__iPod_touch_e_iPad_dall_App_Store_su_iTunes

I punti di forza di Periscope? Principalmente quello di appartenere a Twitter e garantire quindi una perfetta integrazione tra i due mondi. Periscope vi suggerirà quali persone seguire in base alla vostra rete di contatti Twitter e pubblicherà, se lo vorrete, un tweet sul vostro profilo con il link alla vostra trasmissione. Oltre a questo avrete modo di lasciare visibile il vostro video per 24 ore dopo la fine del live; potrete renderlo privato (prima di andare live) e scegliere direttamente quali utenti invitare.

Chiarito di cosa si tratta Periscope, quali utilizzi potremmo farne a scuola? In USA si sono già sbizzarriti, stilando diverse liste. Questa è la mia.

Periscope a scuola per…

  • gli scambi didattici con altre scuole; i ragazzi possono illustrare progetti o tenere piccole lezioni per coetanei di altre scuole (il fatto di non vedere direttamente chi ci sta guardando, come nelle skypecall, ma solo dei commenti da parte di un account, aiuterebbe anche i più timidi);
  • gli scambi linguistici con scuole straniere; una classe parla, l’altra scrive sulla chat (un ottimo modo per allenare sia la produzione orale che quella scritta);
  • le uscite didattiche o i viaggi d’istruzione; la condivisione dei migliori momenti diventerebbe immediata e potrebbe offrire spunti di riflessione anche a coloro che non hanno partecipato davvero;
  • conferenze o eventi culturali; (vedi sopra)
  • osservare eventi naturali come le fasi lunari, oppure per una lezione di astronomia senza che gli studenti debbano muoversi da casa;
  • condividere dal vivo i classici eventi scolastici musicali o sportivi di metà e fine anno;
  • spiegare problematiche legate alla vita di tutti i giorni con esempi pratici (come problemi matematici applicati alla vita quotidiana);
  • istituire un club di lettura a distanza, oppure di poesia, con gli studenti che a turno leggono testi e forniscono un commento;
  • far intervistare agli alunni personaggi di rilievo, come studiosi, artisti, autori, docenti, etc.; le domande tramite app potrebbero animare il dibattito;
  • far vedere ai genitori, e non solo, i risultati di un determinato lavoro o progetto;
  • durante gli open days delle scuole; docenti e dirigenti si rendono disponibili per 30 minuti alle domande via Periscope ed offrono un tour della scuola anche a chi non è potuto essere presente all’evento;

E chissà quanti altri ve ne saranno già venuti in mente! Ovviamente alcuni di questi utilizzi implicano che il docente e la scuola informino i genitori nel caso in cui i ragazzi appaiano direttamente in video. Potrebbe essere necessario valutare di volta in volta se aprire al pubblico i livestream oppure no. Ad ogni modo, lavorare con questo tipo di strumenti, è un ottimo modo per far riflettere i ragazzi su cosa implichi condividere immagini e video online e fare anche un bel lavoro sulla prevenzione del cyberbullismo e sull’utilizzo ragionato dei social networks.

E voi, utilizzate già Periscope e Meerkat? Raccontatelo nei commenti!